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Reportage

I nostri atleti ci informano sul pregara e ci inviano notizie e curiosità.

 

07.03.2009 17:56  Riccardo Ghirardi:  "L' australiano Yair Kellner è dato per disperso, nel tratto che porta da Finger Lake a Puntilla. A  quest'ora, le  22.00 hanno telefonato al B&B (Anchorage) chiedendo se qualcuno ha notizie. Potrebbe essere in una delle tre cabin che ci sono su quel tratto, (spero). La temperaturea della prima notte fu di -43°C registarte dalla stazione di Luce's.
Marco Berni ha prestato le ciaspole allo spagnolo nel tentativo di farlo proseguire facendo 300 metri per uno poi lo spagnolo non potendo portare la bici si è arreso.
Pete Basinger e un altro skiman stanno arrivando a Nikolay, non ho notizie di Roberto Gazzoli, Savino Musicco e Francesco Ghigliotti.
Un saluto Riccardo." 

07.03.2009 17:52  Riccardo Ghirardi:  "Ciao, questa sera (venerdi) sono rientrati Marco Costa e lo spagnolo Alberto Villaverde. Hanno dovuto cedere dopo aver lottato estenuamente per giorni. Il trail era lento ma fattibile fino a Finger Lake e da lì la bici si spingeva a piedi. Mi hanno raccontato di neve alta fino a metè torace, dovevano alzare e buttare la bici per proseguire, oppure scavare nella neve per far fare mezzo giro alla ruota. Il Rainy Pass dopo le nevicate del giorno precedente era impraticabile e la vista era zero: vento e neve dovunque. Costa si è dovuto accampare scavando una buca nella neve a 1 Km dalla cima del Rainy Pass senza poi poterlo raggiungere, Lo spagnolo si è accampato con Berni a 3 miglia dalla cima poi ha lasciato ed è tornato indietro esausto,
Marco Berni con l'aiuto delle ciaspole è riuscito a passare il Rainy Pass, Alberto mi ha detto di averlo visto ancora in buone condizioni. Il tentativo di aggirare il Rainy Pass si è dimostrato un fiasco in quanto il fiume era aperto, altre 4 ore buttate via per i nostri compagni. Sfiniti si sono arresi e sono tornati a Puntilla. Hanno incontrato Roberto Gazzoli e Savino Musicco, erano provati e stanchi e stavano rientrando anche loro dopo avere tentato di superare il passo. Savino ha problemi alla slitta e ha chiesto aituto al personale di Puntilla per sistemarla. Quelli che sono riusciti a passare hanno anticipato di poche ore l'arrivo di una tormenta di neve che ha sorpreso gli altri concorrenti. Dubito che altri riusciranno a passare il Rainy Pass nei prossimi 2 giorni.
La corsa si dimostra dura e impossibile per i biker, quest'anno è l'anno per i runner.
Vorrei sottolineare che il primo concorrente in bike Jeff Oatley, è al limite del regolamento e secondo me dovrebbe essere squalificato, ponendo alla ruota anteriore uno sci, questo gli permette velocità, meno fatica, e sopprattutto nello spingere la sua ruota non affonda. Certi accorgimenti tutti li avevamo pensati ma erano stati vietati.
A parer mio Marco Berni sarà l'unico a proseguire, in bocca al lupo "vecio" ...non voglio essere di malaugurio per gli altri, ma la vedo dura.
Un saluto Riccardo." 

07.03.2009 08:45  Riccardo Ghirardi:  "Ad Anchorage ma anche su tutto il territorio a sud dell'Alaska continua a nevicare, il trail e' scomparso e in alcune parti e' riconoscibile solo dalla cima colorata dei mark che lo
contraddistinguono. Alcune motoslitte che sono tornate parlano di neve alta e di avere incontrato Berni, Costa, lo spagnolo Alberto... e uno con gli sci appena prima di Puntilla, Marco era in buone condizioni ed era veloce, Costa
dice che deve alzare e spingere o buttare la bici per proseguire. I concorrenti a pieid riescono a proseguire piu' rapidamente. Costa ha problemi ad un ginocchio ma tiene duro. nevica da matti, gli altri sono accamapati al Rainy Pass, so che quelli a piedi sono arrivati prima di quelli in bici e ora tutti stanno aspettando che qualcuno gli apra la strada perche' e' impossibile continuare, alcuni con le motoslitte stanno cercando di risalire aprendo un nuovo trail dalla parte opposta ma non sappiamo niente di preciso, aspetto che Marco Costa chiami con il staellitare per vedere come va. Li invidio. So che e' stato allertato un aereo in caso di recupero sul Rainy Pass ma se le cose sono cosi dovranno cavarsela da soli.
E' un peccato che questo ginocchio mi lasci fuori dai giochi, avrei voluto essere là con loro.
Non ho notizie di altri soci bresciano-italiani. Io mi sto riprendendo bene, ho una fasciatura al ginocchio ma reggo e riesco a camminare: oggi ho provato a pedalare per un paio di km..

Riccardo"

03.03.2009 03:09  Riccardo Ghirardi:  "Ciao a tutti,
purtroppo non e' stata una bella avventura, le nevicate dei giorni precedenti hanno lasciato il segno, per i biker era quasi impossibile o al limite del praticabile: esclusi i primi 20 km circa nei quali si poteva per lo piu pedalare i successivi sono stati un calvario. Neve alle ginocchia, a volte sprofondava tutta la gamba, la ruota anteriore sprofondava fino alla forcella, era da sollevare tutta la bici (30 kg) e spostare, crampi alle braccia e il sudore che traspirava ghiacciandosi ai -34°C della notte.

Sul Flathone Lake il vento trasversale e in faccia rendeva tutto più difficile: per 50 km abbiamo spinto la bici io e Marco Costa, poi sfiniti ci siamo fermati a Luce's, 12 km prima del check point, a bivaccare. Gi altri anni questo tratto veniva percorso in 5/6 ore e a mezzanotte o alle prime ore del giorno si era a Skewentna, il secondo checkpoint. Oggi siamo arrivatia Yentna alle 9.00, mentre a Luce's eravamo arrivati alle 2,30.
Davanti a noi solo 3 biker a breve distanza, circa 40 minuti.

Purtroppo ho dovuto abbandonare la corsa aYentna per problemi al ginocchio: un blocco articolare come conseguenza di un paio di cadute sprofondando nella neve con addosso la bici, il peso ha fatto perno sul ginocchio creando una distorsione; era impossibile pedalare per più di 3 pedalate e poi camminare.

Ringrazio Marco Costa che è sempre stato con me (Marco sei stato un buon compagno ed è stato un piacere viaggiare con te).

Mi sono fermato al Pronto Soccorso di Palmer per una radiografia, aspetto l'esito e mi fermo a dormire a Palmer a casa di un concorrente che si è prestato ad accompagnarmi.

A Flathorne Lake c'erano delle overfall e sprofondando in una di quelle mi si è baganto un piede che ora è ancora nero, ma dicono che non e' grave.
E' stata in assoluto la fatica piu' grande che abbia fatto: nemmeno 6 giorni di cammino verso McGrath dell'anno scorso mi hanno cosi devavstato. Fermarsi a dormire al gelo è stato un incubo, tremavo dentro il sacco a pelo e gli
indumenti mi si sono gelati addosso. Non potevo continuare, ho provato a prendere la bici, quando sono stato a Yentna, prima di decidere se ritirarmi, ma ho visto che era impossibile continuare. Mi sento comunque soddisfatto e
orgoglioso di aver partecipato a questa che sicuramente è la piu dura ed estenuante corsa al mondo.

Il resto dei bresciani: Marco Berni va bene, l'ho incontrato a yentna e sta bene, Roberto Gazzoli è provato, si fermava a dormire prima di ripartire; non abbiamo notizie di Savino Musicco che ha bivaccato a Flathorne  Lake ma non era arrivato a Yentna.

A Yentna si sono ritirati per ora in 5, una ragazza spagnola piangeva e mi diceva che per lei era importante questa prova; le ho detto che quello che aveva fatto oggi era al limite delle possibilità, era la sua prima volta e per giunta in bike. Le si erano congealti gli occhi e non ci vedeva dall'occhio destro. Le ho detto che non si va in Alaska per dimostrare qualcosa agli altri, quello non e' l'obiettivo, l'obbiettivo è portare a casa la pelle e lei oggi aveva raggiunto il suo obbiettivo. Nessuno capira mai e per questo niente è da dimostare, già il partire e trovarsi soli e soppravvivere in un ambiente cosi ostile è la vittoria.

Ciao, a presto.

Riccardo"