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Diario 2013

24 marzo 2013, 23:00 [25 mar, 09:00 ITA] Marco Berni arriva a Nome

Marco Berni e Beat Jegerlehner sono arrivati a Nome! I due hanno registrato il loro arrivo alle 18:00 di domenica 24 marzo, hanno così concluso questa incredibile avventura in 28 giorni e 4 ore. Marco e Beat si sono fatti fotografare sotto l'arco celebrativo che segna l'arrivo dell'Iditarod Sled Dog Race.

18 marzo 2013, 23:00 [19 mar, 09:00 ITA] Ausilia e Sebastiano arrivano a Nome

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro, i biker veneti veterani ormai dell'Iditarod Trail Invitational che quest'anno si sono cimentati nella corsa verso Nome, seguendo per giunta il versante sud, più impervio e selvaggio, sono arrivati a Nome.
Dopo Eris Zama e Maurizio Doro, che arrivarono nel 2003 a Nome con la loro bici, l'impresa italiana si ripete a distanza di 10 anni con altri 2 connazionali, fra cui la prima donna italiana in assoluto che porta a compimento l'impresa nella sua versione più faticosa e difficile: il percorso sud.

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro da Nome:
"Oggi abbiamo conosciuto l'Inferno Bianco.
un incontro non cosi' piacevole nell'ultimo giorno sul trail.
Lo abbiamo salutato ed ora festeggiamo con birra e pizza
".

18 marzo 2013, 13:00 [18 mar, 23:00 ITA]

Marco Berni e Beat Jegerlehner sono arrivati a Shaktoolik. La scuola purtroppo è stata chiusa per ristrutturazioni, ma il cuore degli abitanti dei villaggi lungo il trail dell'Iditarod è sempre grande: i due sono stati invitati a casa del preside.

Inoltre Todd Kasteler, un partecipante di Anchorage a questa edizione dell'Iditarod Trail Invitational che si è fermato a McGrath, ha acquistato a Unalakleet un paio di scarpe nuove per Marco e glie le ha inviate. Finalmente Marco potrà camminare con delle scarpe adatte! Erano entrambi di buon umore e in attesa della prossima parte del percorso attraverso il mare ghiacciato: direzione Koyuk.

17 marzo 2013, 13:30 [17 mar, 23:30 ITA] 

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro da Golovin:
"Un abbracio da Golovin.
Abbiamo vissuto giorni davvero impegnativi.
Da Shaktoolik a Koyuk il grande mare ghiacciato sferzato  da un vento, dove sembrava di procedere contro un fiume in piena.
Da Koyuk a Elim partiti "gasatissimi" con il vento in poppa ci siamo arenati nelle ultime 30 miglia dove la neve fresca riportata dal vento rendeva impossibile pedalare.
Da Elim a Golovin il Little Mc Kinley Pass dove il without e la tormenta ci hanno ricordato una volta in piu' quanto qui sia Madre natura a dettare le sue leggi e quanto queste possano essere dure.
Dedichiamo la grande , grandissima fatica provata a Silvia, per alleviare in qualche modo la sua, che lei non ha scelto e che e' smisuratamente piu' grande di quella che abbiamo vissuto noi.
E a lei e  a voi tutti che ci state mandando tanto calore che dedichiamo la magnifica aurora boreale che ha incendiato il cielo stanotte al nostro arrivo qui.
Avevamo pianificato di "fare un dritto"fino a White Mountains ieri , ma abbiamo preferito fermarci qui, riposarci per bene e proseguire per una breve tappa oggi.Forse l'avvicinarci al nostro grande traguardo ci sta facendo rallentare il ritmo per arrivare con il sorriso e ancora un po' di forze!!!!!!!!
Un abbraccio.
".

12 marzo 2013, 07:30 [12 mar, 17:00 ITA] 

Marco Berni e Beat Jegerlehner stanno sempre procedendo sullo sconfinato fiume Yukon alternando camminate a piccole pause, si trovano fra Grayling e Kaltag. Beat riferisce che lunedì è stata una giornata memorabile, da una lunga alba a un infinito tramonto che, ha detto, "mi ha lasciato senza fiato."

Con l'avvicinarsi della sera le temperature lungo il fiume ghiacciato sono crollate e questa notte è stata molto fredda.
Marco e Beat hanno cambiato strategia. Mentre prima, con temperature diurne sopra lo zero, preferivano viaggiare di notte per non sprofondare faticosamente nella neve fradicia, ora preferiscono muoversi di giorno: cammineranno fino all'1:00 o alle 2:00 di notte e poi si fermeranno per un pisolino, ripartiranno poi al sorgere del sole. In questo momento i due stanno bivaccando, procederanno fino a Kaltag, nelle loro intenzioni, alternando camminate a brevi pause di riposo.

Interessante una riflessione di Beat Jegerlehner a proposito della situazione psicofisica in cui ci si trova immersi nell'immensità di questo paesaggio: ha detto di aver raggiunto "il livello di accettazione." Ha spiegato che era come l'ascolto di un iPod con una playlist preparata da altri. Normalmente saltava le canzoni che non gli piacevano per ascoltare le preferite, ora è come lasciarsi andare all'intera playlist, non con rassegnazione ma con accettazione. Alla fine tutte le canzoni diventano piacevoli. Analogamente, questo paesaggio è così vasto da far sembrare ogni andatura troppo lenta, sembra di non arrivare mai da nessuna parte. Ma una volta accettata la sua immensità, l'ansia svanisce.

11 marzo 2013, 23:30 [12 mar, 09:30 ITA] 

Marco Berni e Beat Jegerlehner hanno superato Grayling di circa 40 km e stanno seguendo il fiume Yukon.Erano partiti da Grayling alle 22:00 e hanno camminato per circa 10 ore prima di decidersi, alle 08:00 circa, di bivaccare per alcune ore.
Le condizioni del sentiero sono un po' migliorate, ma è ancora piuttosto soffice a causa della neve polverosa accumulata dal vento sul letto del fiume. I due quindi procedono con le ciaspole.

Le temperature sono scese drasticamente e sono di circa -7°C durante il giorno: un calo di quasi 10° rispetto al giorno prima.

11 marzo 2013, 18:00 [12 mar, 04:00 ITA] 

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro da Kaltag:
"Greeting from Kaltag!!!!!!!!
Finalmente liberi dallo Yukon , dopo i 205 km percorsi in una varieta' di situazioni climatiche e difficolta' davvero notevoli. Avevamo molto timore  nel ripartire da Grayling, ( dove non eravamo riusciti ad avere un accesso ad internet per aggiornarvi) perche' gli ultimi 30 km per arrivarci ,dopo aver preso pioggia a partire dalla mattina in Shageluk, li abbiamo spinti metro dopo metro sotto una fittissima nevicata .Un caffe' caldo e un panino offerto dai checkers ci aveva subito risollevato il morale, ma di certo temevamo molto la tappa seguente , interamente sul grande Fiume, di 127 miglia senza nulla di nulla in mezzo. Dalla partenza fino a Eagle Island , un "non luogo" su di un'isola in  mezzo al fiume ,siamo riusciti a pedalare praticamente sempre per 55 miglia, in un'alternanza continua di neve fitta e squarci di sereno. Abbiamo bivaccato qui, in mezzo al fiume, sotto una fittissima nevicata .Ripartendo dopo 7 ore , la temperatura si era di nuovo rialzata fino a +5, susseguirsi di  neve e cielo azzurro e un trail vergine  battuto solo dalle slitte della gara piu' famosa.. e' stato l'inizio di un lunghissimo giorno, in cui invece abbiamo praticamente sempre spinto le nostre Crisp... la speranza di raggiungere Kaltag in  due giorni naufragava...un altro bivacco sul fiume ... questa volta il risveglio dopo 6 ore e' stato traumatico:la temperatura si era abbassata a - 30!!!!! in fretta e furia siamo ripartiti senza neanche sciogliere la neve... ma il freddo ci garantiva finalmente un trail pedalabile e un favoloso cielo azzurro. Ora vi scriviamo dalla scuola di Kaltag, sono le due p.m. e ci fermeremo qui per riposare fino a domattina.Noi stiamo bene e abbiamo una  fame da lupi, abbiamo appena perso il lunch alla mensa scolastica e ci tocca andare al market come una coppietta "normale", il nostro drop bags non ci basta!!!
Un grande abbraccio alle nostre famiglie e a tutti i nostri amici".

.

11 marzo 2013, 00:30 [11 mar, 10:30 ITA] 

Marco Berni probabilmente ha trovato un paio di scarpe comode e confortevol perché è ripartito da Shageluk con ritrovato vigore. Dopo essere passato per il piccolo villaggio di Anvik ha raggiunto Grayling dove ha trovato il suo compagno di cammino Beat Jegerlehner ad aspettarlo.
I due sono ripartiti assieme alle 22:00 continuando la strategia di approfittare delle temperature notturne più rigide, che offrono una maggiore garanzia di trovare il fondo gelato e quindi più consistente.

Da qui in avanti Marco Berni e Beat Jegerlehner saranno accompagnati dal percrso dell'immenso fiume Yukon per quasi 200 Km. Si tratta di un'ampia distesa sul fiume ghiacciato che renderà il viaggio piuttosto noioso e apparentemente semplice. A complicare le cose ci sono i forti venti che spirano sul fiume e le temperature generalmente molto più rigide su questo tratto. Fortunatamente le previsioni meteo per i prossimi quattro giorni sono abbastanza favorevoli.
Ora si tratta di restare concentrati e di vincere la noia di un paesaggio piuttosto monotono
.

09 marzo 2013, 14:30 [10 mar, 00:30 ITA] 

Messaggio da Marco Berni:
"Ciao a tutti, sono Marco.
Sono al villaggio di Shageluc arrivato stanotte piedi devastati da vesciche con infezione ho cominciato la cura antibiotica e ora cerco un paio di scarpe che mi permettano di continuare.
Grazie a tutti per i vostri messaggi.
A presto!
".

09 marzo 2013, 13:30 [09 mar, 23:30 ITA] 

Marco Berni e Beat Jegerlehner sono arrivati a Shageluk durante la notte. Si stanno scaldando e asciugando dopo una lunga fatica sotto la pioggia, hanno inoltre recuperato le provviste che avevano spedito fin qui in anticipo. Tutti nel villaggio, a cominciare dal preside della scuola e dagli addetti dell'ufficio postale, si sono mostrati molto calorosi, accoglienti e disponibili. Marco ha problemi con le scarpe prestategli da John Storkamp: penetra acqua e gli causano problemi, del resto le sue sono distrutte e sono stati inutili i tentativi di ricucirle a McGrath. Il trail fin qui è stato molto impegnativo, bagnato, accompagnato da pioggia e fondo fradicio e fangoso. Marco vuole prendersi una pausa di riposo qui a Shageluk prima di ripartire verso Grayling, Beat Jegerlehner invece ripartirà in serata.

08 marzo 2013, 10:40 [08 mar, 20:40 ITA] 

Marco Berni e Beat Jegerlehner hanno camminato tutta la notte sfruttando una maggior compattezza del fondo grazie alle temperature notturne più rigide. I due sono riusciti a raggiungere in mattinata un rifugio situato circa 40 Km prima di Shageluk, il prossimo check point. Là li attenderà una piccola ma calorosa comunità e la scuola del paese dove potranno recuperare le energie. Le colline nei pressi di Iditarod, la pioggia battente e un forte vento che soffia a 130 Km/h hanno fiaccato i nostri due runner che però non si perdono d'animo: prenderanno una pausa ristoratrice e verso sera, sfruttando sempre le temperature più basse, ripartiranno verso Shageluk, sperando che cali il vento e smetta di piovere.

Queste solo le criticità di un'avventura come questa, sempre imprevedibile. Tanto è stato agevole il viaggio fino a McGrath, così risulta arduo e faticoso quello verso Nome.

08 marzo 2013, 11:40 [08 mar, 21:40 ITA] 

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro:
"Eccoci a Shageluk!!! e' stata un'esperienza fantastica ed incredibile arrivare sin qui , attraversando la wilderness piu' profonda, i  villaggi fantasma di Ophir e Iditarod, paesaggi e valli lunari. Abbiamo fatto straordinari incontri, spinto tanto le bici per le alte temperature che rendevano troppo soffice la neve sul trail e aspettato che i trail brakers aprissero la via .Stiamo bene. Stasera abbiamo deciso di fermarci a dormire nella splendida scuola del villaggio perche' avremo la fortuna di assistere fra mezzora al passaggio dei primi teams in testa all'Iditarod, dopo aver temuto per tutto il giorno che sopraggiunsero all'improvviso alle nostre spalle.Domani ripartiremo per Grayling. Un Abbraccio alle nostre famiglie e a tutti voi amici che ci date tanta energia.".

07 marzo 2013, 11:00 [07 mar, 21:00 ITA] 

Sono passate numerose motoslitte per compattare la neve molle al fine di tracciare meglio il sentiero per i musher, ma le condizioni del sentiero sono estremamente difficoltose. Marco Berni e Beat Jegerlehner sono sprofondati fino alle ginocchia in due occasioni. In queste condizioni è facile sprofondare in torrenti nascosti sotto la neve e infradiciarsi. I due stanno cercando di raggiungere un altro rifugio nei pressi di Iditarod ma non sappiamo se ci riusciranno in tempi brevi. Le temperature persistono al di sopra dello zero per cui diventa difficile bivaccare all'aperto senza inzupparsi completamente.

07 marzo 2013, 09:00 [07 mar, 19:00 ITA] 

Stamattina alle 08:00 (18:00 ITA) Marco Berni e Beat Jegerlehner hanno lasciato il piccolo rifugio che si trova 22 Km prima di Iditarod dove si sono riposati, e sono ripartiti verso la città fantasma che ha dato il nome a questa avventura.
Il
rifugio era affollato in quanto molti musher che partecipano alla Sled Dog Race, competizione iniziata domenica scorsa, sono già arrivati in zona. I due non hanno dormito molto a causa del via-vai ma quantomeno hanno trovato riparo dal vento. Altra nota positiva è il fatto che il passaggio delle slitte coi cani potrebbe compattare un po' il fondo del trail, sempre a condizione che le temperature scendano un po' sotto lo zero.

Le vesciche di Marco stanno peggiorando e si stanno infettando per cui, anche grazie ai suggerimenti di Beat Jegerlehner, Marco sta assumendo degli antibiotici.

La temperatura alle 08:00 era di 0°C per cui durante il giorno si alzerà: un'altra lenta e faticosa camminata nella neve fradicia. E' impossibile mantenere i piedi asciutti in queste condizioni.

05 marzo 2013, 11:55 [05 mar, 21:55 ITA] 

Fra McGrath e Iditarod, tre villaggi abbandonati o con pochissimi abitanti: Takotna (50 persone), Ophir e il villaggio fantasma di Iditarod, che ha dato il nome alla celebre corsa coi cani da slitta e all'Iditarod Trail Invitational.

Lì in mezzo, in quel non luogo senza tempo, in quel bianco disorientante, che spaventa e attira col suo abbacinante splendore, corrono 3 nostri atleti: i biker veneti Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro, lo spilungone d'acciaio Marco Berni.

Lì, in 220 Km di Alaska selvaggia senza sentieri tracciati e punti di riferimento loro stanno sognando. E noi con loro.

La temperatura è relativamente mite (vicina allo zero), c'è una leggera brezza e il cielo è quasi sereno. Le condizioni sono buone, auguriamoci che continui così.

03 marzo 2013, 08:32 [03 mar, 18:32 ITA] 

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro:
"Noi si parte!e' davvero difficile lasciare il calorie e la gioia Che si respirano nellla casa di PEter, ma la strada e' ancora lunga.Ci sentiamo far 4 giorni, se tutto Sara' ok.Grazie delle vostro parole Che ci Danno tanta energia!".

02 marzo 2013, 11:05 [02 mar, 21:05 ITA]

Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro:
"Buongiorno amici,abbiamo appena finito di fare una mega super colazione preparataci da Peter, lo splendido padrone della casa traguardo Della gara corta..QUi sono le 10a.m., uno splendido sole e temperatura di -18.Oggi trascorreremo l'intera giornata qui,per riposarci e fare il carico di energia.Ripartiremo domani mattina.Da questo punto in avanti inizia la Vera avventura nell'ignoto.L'intenzione e'quella di pass are Il villaggio di Takotna domani e raggiungere una cabin pubblica,la Tolstoi Headwaters,dormire li e l'indomani raggiungere una cabin prima del villaggio fantasma di Iditarod..e poi si vedra' perche non sappiamo ancora se il trail e' aperto.Se non lo fosse dovremo aspettare I trail breakers Della gara dei cani.Dalla ripartenza Della gara saremo noi a telefonareall'organizzazione quando raggiungeremo un cp , Che potra' essere situato in una scuola dei villaggi Che attraverseremo,il primo Shageluk,dove arriveremo fra 4 giorni,se tutto andra'bene..Abbiamo spedito Otto drop bags negli uffici postali di Otto villaggi, se raggiungere mo un collegamento Internet vi aggiorneremo subito.A casa state tranquilli se non vedete news, saremo davvero immersi nel wilderness e forse e' meglio cosi' con quello Che stiamo leggendo sta accadendo in Italia!un abbraccio grandissimo a tutti !il vostro calorie ci servira'!".

27 febbraio 2013, 21:40 [25 feb, 19:40 ITA] ••• RECORD •••

Secondo posto per il biker alaskiano Tim Berntson, arrivato a McGrath alle 09:50, ha percorso il trail in 2 giorni 19 ore e 50 minuti.

Terzo posto per gli alaskiani Jeff Oatley (veterano dell'Iditarod Trail Invitational) e Kevin Breitenbach. Sono arrivati a McGrath alle 10:07, il loro tempo è di 2 giorni 20 ore e 7 minuti.

Quinto posto per John Lackey che arriva a McGrath alle 10:47. Il suo tempo è di 2 giorni 20 ore e 47 minuti.
I primi 5 bikers sono tutti alaskiani e tutti hanno polverizzato il precedente record di Peter Basinger (2007) superandolo di almeno 10 ore.

27 febbraio 2013, 09:40 [25 feb, 19:40 ITA] ••• RECORD •••

Jay Petervary è arrivato a McGrath alle 09:16, Il biker ha raggiunto il traguardo percorrendo 563 Km in soli  2 giorni 19 ore e 16 minuti.

25 febbraio 2013, 22:40 [25 feb, 08:40 ITA]

Tutti i racer sono arrivati a Yentna Station. Il gruppo dei biker in testa si muove tra le colline sull'Alaska Range fino al lago Puntilla, luogo del più antico lodge da caccia in Alaska, il Rainy Pass Lodge festeggia il 75esimo anniversario quest'anno. La più veloce tra le donne e al passo con gli uomini è la principiante Eszter Horanyi dal Colorado.
Bill lascerà Rohn a mattina presto per sistemare il sentiero fino a Nikolai. Alcuni biker sono arrivati ​​a Winterlake Lodge situato ai bordi del Fingerlake ai piedi dell'Alaska Range. David Johnston è in pool position e prosegue.

25 febbraio 2013, 10:50 [25 feb, 20:50 ITA]

I capofila sono segnati al Shell Lake Lodge, a 110 miglia della gara: Tim Berntson guida la gara seguito da vicino da Jeff O., Jay P. e Kevin B. Questa mattina presto hanno ripreso e stanno iniziando ad arrivare e a ripartire al Roadhouse Skwentna, il secondo checkpoint.
Il primo runner classificato al checkpoint di Yentna è stato David Johnston alle 5:05 (15:05 ITA). E' ripartito alle 7:40 (17:40 ITA) seguito da Eric Johnson alle 8:32 (18:32 ITA).
Il tempo è limpido questa mattina ad Anchorage con -8 gradi, sereno anche a Skwentna, nevicava al Winter Lake Lodge - terzo checkpoint.
Bill M. e Rob Kehre sono pronti a Rohn con la tenda, legna tagliata per la stufa che è accesa per i corridori. Stanno facendo un altro viaggio per preparare il percorso con due motoslitte verso il passo passando attraverso i sentieri, per rendere il trail ancora più compatto per i corridori.

24 febbraio 2013, 23:50 [25 feb, 09:50 ITA]

I bikers dell'Alaska Jay Petervary, Jeff Oatley, Tim Berntson e John Lackey sono arrivati a Yentna Station (primo check point) alle 22:50 e sono ripartiti alle 23:00. Poco dopo sono arrivati altri 3 bikers: Phil Hofstetter, Brian Hartman e Jason Buffington. Il check point Yentna Station è un lodge-B&B posto sulle rive del fiume Yentna e si trova a 95 km da Knick Lake, punto di partenza dell'Iditarod Trail Invitational.

Stato del trail lungo il fiume Yentna: Fondo compatto e veloce, neve fresca solo in zona Flathorn Lake.